Se la stagione 2025 è stata ricca di novità e di emozioni, la stagione 2026 si apre con un evento eccezionale in ambito europeo. L’EAZA ci ha onorato scegliendoci, tra oltre una decina di strutture concorrenti, per ospitare una specie di elevato valore conservazionistico: l’Okapi (Okapia johnstoni). Il Parco Le Cornelle entra così a far parte di una ristretta rete europea che vede in circa un’ottantina il numero totale di esemplari accolti nei giardini zoologici del continente.
L’investimento e la riqualificazione.
Per accogliere questa specie iconica, il Parco ha investito circa diciotto mesi e risorse economiche importanti, necessarie alla riorganizzazione delle aree espositive pre-esistenti, alla creazione della nuova area espositiva e per preparare al meglio il personale qualificato. Il risultato di questo intenso sforzo produttivo ed economico è un nuovo reparto che si avvale di una superficie complessiva di circa 2000 metri quadrati. Si tratta di un reparto di moderna concezione, la Foresta degli Okapi, nel quale tecnologia e natura si coniugano e che prevede:
un’area outdoor che preserva le alberature esistenti per garantire zone d’ombra e ripari visivi, essenziali per una specie schiva e forestale.
Un’area indoor di nuova concezione, riscaldata e modulabile, per garantire il massimo comfort termico e gestionale.
Strutture interne dotate di tecnologie specifiche per l’alimentazione e la cura veterinaria.
Le aree interna ed esterna sono comunicanti e disponibili h24 ai due esemplari.
Questi spazi sono accessibili al pubblico perché crediamo fermamente che l’emozione dell’incontro ravvicinato sia il più potente strumento educativo per comprendere l’importanza della conservazione ex-situ.
Haraka, Kijana e il loro straordinario profilo biologico.
Martedì 31 marzo, dallo zoo di Colonia in Germania sono arrivati i due protagonisti di oggi: Haraka e Kijana, due splendidi fratelli maschi, rispettivamente di 2 e di 4 anni.
L’okapi è una creatura unica: è l’ultimo grande mammifero scoperto dalla scienza, nel 1901. A dispetto della sua somiglianza con le zebre, fa parte della famiglia dei Giraffidi, insieme alla ben più nota giraffa. L’unico habitat dell’okapi è la foresta tropicale a baldacchino nel nord-est della Repubblica Democratica del Congo, paese da sempre
proattivo nella protezione del proprio patrimonio naturale e per il quale l’okapi è simbolo di orgoglio e di identità nazionale.
È un animale di dimensioni importanti: alto 1,5 metri al garrese, lungo 2,5 metri e con un peso di circa 350 kg. Ha abitudini diurne e un comportamento schivo. Si distingue per un manto di colore dal bruno rossastro al marrone scuro, tipicamente oleoso per essere impermeabile nella foresta. Le zampe sono impreziosite da strisce orizzontali bianche che servono a mimetizzarsi tra i giochi di luce e ombra tipici della foresta a baldacchino. Vista, udito e olfatto sono estremamente affinati perché strumenti essenziali per affrontare i pericoli del suo ambiente. La lingua, lunga fino a 45 cm, e prensile è usata per la toelettatura e come per afferrare le oltre 100 essenze vegetali del sottobosco di cui si nutre. I maschi hanno due corna, gli ossiconi, che sono invece assenti nelle femmine.
Ospitare qui, alle Cornelle, Haraka e Kijana significa partecipare ad un progetto di caratura internazionale fondamentale. Significa tutelare e dare un futuro concreto ad una specie rara, minacciata, ancora poco conosciuta e simbolo del nostro patrimonio naturale globale.