Sulla sponda orientale del fiume Brembo, a Valbrembo, si estende oggi il Parco Faunistico Le Cornelle: 126.000 metri quadrati di verde pensati per gli animali e per chi desidera conoscerli da vicino, cresciuti negli anni a partire dai 100.000 metri quadrati originari. Un luogo che dal 1981 racconta ogni giorno una storia fatta di natura, ricerca e rispetto. Il nome deriva da un termine dialettale che indica i sassi del fiume levigati dalla corrente: un'immagine semplice, proprio come l'idea che ha dato vita al Parco.
1981: un'idea diversa di parco
Tutto nasce dall'intuizione di Angelo Ferruccio Benedetti, che immagina qualcosa di diverso sia dallo zoo tradizionale, dove gli animali vengono semplicemente esposti, sia dal parco safari, dove sono le auto a muoversi in mezzo a loro. Alle Cornelle si cammina rigorosamente a piedi, seguendo un percorso che alterna momenti didattici a incontri emozionanti. Recinzioni basse e staccionate semplici permettono di avvicinarsi il più possibile allo spazio degli animali, senza però disturbarli. Fin dall'apertura arrivano alpaca, lama, fenicotteri, antilopi, zebre, giraffe, leoni e leopardi, mentre numerosi uccelli accogono i visitatori già all'ingresso.
Gli anni '80: crescita e primi impegni per la conservazione
Il Parco cresce rapidamente, restando fedele alla propria filosofia. Nel 1986, mentre molti giardini zoologici italiani sono costretti a chiudere sotto la spinta delle proteste animaliste, Le Cornelle accoglie diversi animali offrendo loro un ambiente più adatto alle loro esigenze. Le numerose nascite registrate in questi anni testimoniano la qualità di vita garantita agli ospiti del Parco. È in questo periodo che comincia l'impegno nei progetti internazionali per la salvaguardia delle specie a rischio di estinzione. Nel 1988 arriva la testuggine gigante delle Seychelles, primo passo di una collaborazione che negli anni si farà sempre più stretta.
1994: arrivano Pull e Billa, le tigri bianche
Nel 1994 Le Cornelle accoglie Pull e Billa, una coppia di rarissime tigri bianche del Bengala (Panthera tigris): all'epoca le uniche presenti in Europa, quando nel mondo ne restavano in vita poco più di una decina. Una curiosità che sorprende molti visitatori: contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la tigre bianca non è albina, ma il suo manto è determinato da un gene recessivo. Ma il Parco non è un rifugio solo per le specie esotiche. Nel 1990 Angelo Benedetti salva dalla macellazione i muli del Battaglione Alpino "Saluzzo", accogliendoli con cura alle Cornelle. Nasce così anche l'area dedicata agli animali da cortile, pensata per far conoscere ai più piccole creature che, con il passare degli anni, sono diventate sempre più difficili da incontrare dal vero.
1999: una rete internazionale per le specie a rischio
Molte specie animali sono minacciate, direttamente o indirettamente, dalle attività umane, che ne provocano spesso un drastico calo. Per contrastare questo fenomeno e disporre di esemplari selezionati adatti alla riproduzione e alla reintroduzione in natura, i parchi faunistici di tutto il mondo si sono organizzati in una rete di programmi di studio, riproduzione e scambio dedicati alle specie più minacciate, i cosiddetti progetti EEP (European Endangered species Programme). Nel 1999 Le Cornelle ha preso parte a un piano internazionale per il reinserimento dell'orice dalle corna a sciabola (Oryx dammah) nel suo ambiente naturale, in Tunisia. Il Parco collabora inoltre con l'Università di Milano per sostenere la ricerca scientifica, tra cui lo studio sul repertorio vocale del pappagallo cenerino condotto insieme all'Università di Makerere, in Uganda.
L'educazione al centro
L'attenzione verso i più giovani è da sempre parte integrante della filosofia del Parco. Grazie alla collaborazione di biologi e naturalisti, Le Cornelle offre programmi didattici pensati per ogni fascia d'età. Ne è un esempio il Giornanimale, un libro-diario scolastico realizzato con il Banco Popolare di Verona e Novara per raccontare la vita degli animali con un approccio interdisciplinare. Un successo particolare lo ha ottenuto, a partire dal 2003, il progetto "Adotta un animale": bambini e intere classi delle scuole elementari e medie possono adottare simbolicamente e gratuitamente un animale del Parco, ricevendo ogni mese aggiornamenti sulla sua vita. Un'idea semplice che alimenta la naturale empatia dei più piccoli verso il mondo animale, anche lontano dalle Cornelle.
2004: la Selva Tropicale e i pinguini di Humboldt
Il 27 marzo 2004 il Parco inaugura la Selva Tropicale: 7.000 metri quadrati organizzati come un arcipelago, attraversabile grazie a una passerella che conduce alla scoperta di 14 nuove specie animali. Corsi d'acqua, specchi liquidi e una vegetazione fitta ricreano l'habitat naturale degli ospiti di quest'area. Sempre nel 2004 arrivano al Parco cinque splendidi pinguini di Humboldt (Spheniscus humboldti), specie originaria delle coste sudamericane tra Perù e Cile, abituata a un'ampia escursione termica che va dai -3 °C ai +24 °C. Questi uccelli marini, alti in media 68 cm, si nutrono principalmente di pesce azzurro e formano coppie stabili che possono durare tutta la vita, riconoscendosi tra loro — e riconoscendo i propri pulcini — attraverso richiami sonori. Il gruppo ospitato alle Cornelle si è riprodotto con successo.
2006: l'Oasi dei Ghepardi e i leoni bianchi
In occasione del 25° anniversario del Parco viene realizzata l'Oasi dei Ghepardi: un'ampia area di prato, alberi, rocce, ruscelli e cascate in cui i ghepardi (Acinonyx jubatus) sono liberi di correre e muoversi. Un tempo diffuso in gran parte dell'Africa e dell'Asia, oggi il ghepardo vive in popolazioni poco numerose e frammentate, spesso minacciate dalla pressione demografica delle popolazioni umane circostanti. Il 19 novembre dello stesso anno arrivano alle Cornelle i leoni bianchi (Panthera leo): un maschio e due femmine, che insieme alle ormai celebri tigri bianche completano l'area dedicata ai grandi felini. Si tratta di un animale molto raro, presente oggi in cattività con circa 200 esemplari complessivi, e osservabile occasionalmente allo stato selvatico solo nelle regioni meridionali dell'Africa.
2007: nasce un wallaby albino
Per la prima volta in tanti anni di attività, al Parco nasce un esemplare di wallaby di Bennett (Wallabia rufogrisea) albino. Il mantello di questa specie australiana è normalmente grigio-bruno: l'esemplare nato alle Cornelle ha invece la rara particolarità di essere completamente bianco, perché privo dei pigmenti che normalmente conferiscono colore a pelle, pelo e piume.
2009: una clinica veterinaria d'eccellenza e la nuova casa degli elefanti
Nel 2009 nasce l'ambulatorio veterinario del Parco, una vera e propria clinica per gli animali selvatici dotata di una sala operatoria capace di trattare anche esemplari delle dimensioni di un dromedario: una struttura all'avanguardia che garantisce standard di cura superiori a quanto richiesto dalle normative europee per i giardini zoologici. Tra i primi pazienti a beneficiarne è stato un leopardo delle nevi (Uncia uncia), curato per un doloroso ascesso. Sempre nel 2009 viene realizzato il reparto dedicato agli elefanti indiani (Elephas maximus), riconosciuto idoneo dal Ministero dell'Ambiente. Animali profondamente sociali, gli elefanti comunicano attraverso un ampio repertorio di comportamenti e vocalizzi il più caratteristico è il barrito e amano fare il bagno nella vasca a loro disposizione.
2010: l'area delle foche
Nel 2010 viene realizzata una vasca di 600 metri quadrati, con 150 metri cubi d'acqua salata, pensata per le foche: una spiaggia e una zona rocciosa ricostruite completano l'habitat, mentre alcune vetrate poste sotto la superficie dell'acqua permettono ai visitatori di osservare da vicino le evoluzioni subacquee di questi splendidi mammiferi marini.
2011: il 30° anniversario e l'Isola Aldabra
Per il trentesimo anniversario del Parco arriva una delle novità più suggestive: l'Isola Aldabra, una serra tropicale che riproduce l'ambiente tipico delle isole Seychelles. Percorrendo un sentiero tra una lussureggiante foresta di palme e ficus, è possibile ammirare maestosi esemplari centenari di tartaruga gigante delle Seychelles (Aldabrachelys gigantea): un rettile antichissimo, arrivato fino ai giorni nostri dopo aver attraversato la grande estinzione di massa che milioni di anni fa spazzò via i dinosauri.
2015: la Savana, un'immersione nell'Africa
Nel 2015 nasce la quarta grande area tematica del Parco: la Savana, 10.000 metri quadrati in cui incontrare zebre, rinoceronti e antilopi. Progettata per garantire un alto standard di benessere e tutela agli animali, la Savana offre anche al visitatore condizioni di osservazione uniche: passeggiando su terrapieni rialzati, ci si trova immersi nell'habitat ideale di questi grandi ospiti africani.
2017: Pinnawala, un nuovo capitolo per gli elefanti
Nel 2017 il reparto degli elefanti indiani, nato nel 2009, si rinnova ed amplia con l'apertura di Pinnawala, un'area ancora più vasta pensata per assicurare il comfort a questi giganti terrestri e condizioni di vita il più possibile simili a quelle del loro ambiente naturale.
2018: una nuova casa per i suricati
Nel 2018 viene rinnovato l'exhibit dei suricati, piccoli e curiosi abitanti della savana africana molto amati dai visitatori di ogni età.
2025: il Mini Safari Africano
A bordo di un trenino elettrico è possibile fare una breve visita guidata attraverso un mix-exhibit dove convivono diverse specie del continente africano. Si va da animali più conosciuti, come lo struzzo, a specie rare e minacciate d'estinzione, come l'asino selvatico africano e l'antilope addax.
2026: l'arrivo degli okapi e la Foresta degli Okapi
Il 2 marzo 2026 Le Cornelle si dedica alla cura di una delle specie più rare e misteriose del pianeta: due esemplari maschi di okapi (Okapia johnstoni) arrivano al Parco. La scelta non è casuale: l'EAZA (European Association of Zoos and Aquaria) ha individuato Le Cornelle come sede per ospitare questa specie. Con questo arrivo il Parco entra a far parte di una rete europea molto ristretta, che conta in tutto poco più di un centinaio di esemplari mantenuti in ambiente controllato. Il nuovo spazio si estende su 2.000 metri quadrati, ricchi di essenze vegetali che ricreano l'ambiente della foresta tropicale africana; comprende una serra interna collegata a un tunnel immersivo con contenuti didattici, pensato per offrire un'esperienza coinvolgente anche nei mesi più freddi.
Un impegno che continua
Dal 1981 a oggi, Le Cornelle ha continuato a crescere restando fedele ai tre valori che ne guidano ogni scelta: conservazione, ricerca ed educazione. Oggi il Parco ospita oltre 132 specie animali, per un totale di più di 1.000 esemplari, e vuole essere prima di tutto uno strumento di conoscenza, capace di far crescere in chi lo visita — bambini, famiglie, appassionati, studiosi e istituzioni — la consapevolezza dell'importanza della natura e del rispetto per ogni forma di vita.
L'educazione al centro
L'attenzione verso i più giovani è da sempre parte integrante della filosofia del Parco. Grazie alla collaborazione di biologi e naturalisti, Le Cornelle offre programmi didattici pensati per ogni fascia d'età. Ne è un esempio il Giornanimale, un libro-diario scolastico realizzato con il Banco Popolare di Verona e Novara per raccontare la vita degli animali con un approccio interdisciplinare. Un successo particolare lo ha ottenuto, a partire dal 2003, il progetto "Adotta un animale": bambini e intere classi delle scuole elementari e medie possono adottare simbolicamente e gratuitamente un animale del Parco, ricevendo ogni mese aggiornamenti sulla sua vita. Un'idea semplice che alimenta la naturale empatia dei più piccoli verso il mondo animale, anche lontano dalle Cornelle.
2004: la Selva Tropicale e i pinguini di Humboldt
Il 27 marzo 2004 il Parco inaugura la Selva Tropicale: 7.000 metri quadrati organizzati come un arcipelago, attraversabile grazie a una passerella che conduce alla scoperta di 14 nuove specie animali. Corsi d'acqua, specchi liquidi e una vegetazione fitta ricreano l'habitat naturale degli ospiti di quest'area. Sempre nel 2004 arrivano al Parco cinque splendidi pinguini di Humboldt (Spheniscus humboldti), specie originaria delle coste sudamericane tra Perù e Cile, abituata a un'ampia escursione termica che va dai -3 °C ai +24 °C. Questi uccelli marini, alti in media 68 cm, si nutrono principalmente di pesce azzurro e formano coppie stabili che possono durare tutta la vita, riconoscendosi tra loro — e riconoscendo i propri pulcini — attraverso richiami sonori. Il gruppo ospitato alle Cornelle si è riprodotto con successo.
2006: l'Oasi dei Ghepardi e i leoni bianchi
In occasione del 25° anniversario del Parco viene realizzata l'Oasi dei Ghepardi: un'ampia area di prato, alberi, rocce, ruscelli e cascate in cui i ghepardi (Acinonyx jubatus) sono liberi di correre e muoversi. Un tempo diffuso in gran parte dell'Africa e dell'Asia, oggi il ghepardo vive in popolazioni poco numerose e frammentate, spesso minacciate dalla pressione demografica delle popolazioni umane circostanti. Il 19 novembre dello stesso anno arrivano alle Cornelle i leoni bianchi (Panthera leo): un maschio e due femmine, che insieme alle ormai celebri tigri bianche completano l'area dedicata ai grandi felini. Si tratta di un animale molto raro, presente oggi in cattività con circa 200 esemplari complessivi, e osservabile occasionalmente allo stato selvatico solo nelle regioni meridionali dell'Africa.
2007: nasce un wallaby albino
Per la prima volta in tanti anni di attività, al Parco nasce un esemplare di wallaby di Bennett (Wallabia rufogrisea) albino. Il mantello di questa specie australiana è normalmente grigio-bruno: l'esemplare nato alle Cornelle ha invece la rara particolarità di essere completamente bianco, perché privo dei pigmenti che normalmente conferiscono colore a pelle, pelo e piume.
2009: una clinica veterinaria d'eccellenza e la nuova casa degli elefanti
Nel 2009 nasce l'ambulatorio veterinario del Parco, una vera e propria clinica per gli animali selvatici dotata di una sala operatoria capace di trattare anche esemplari delle dimensioni di un dromedario: una struttura all'avanguardia che garantisce standard di cura superiori a quanto richiesto dalle normative europee per i giardini zoologici. Tra i primi pazienti a beneficiarne è stato un leopardo delle nevi (Uncia uncia), curato per un doloroso ascesso. Sempre nel 2009 viene realizzato il reparto dedicato agli elefanti indiani (Elephas maximus), riconosciuto idoneo dal Ministero dell'Ambiente. Animali profondamente sociali, gli elefanti comunicano attraverso un ampio repertorio di comportamenti e vocalizzi il più caratteristico è il barrito e amano fare il bagno nella vasca a loro disposizione.
2010: l'area delle foche
Nel 2010 viene realizzata una vasca di 600 metri quadrati, con 150 metri cubi d'acqua salata, pensata per le foche: una spiaggia e una zona rocciosa ricostruite completano l'habitat, mentre alcune vetrate poste sotto la superficie dell'acqua permettono ai visitatori di osservare da vicino le evoluzioni subacquee di questi splendidi mammiferi marini.
2011: il 30° anniversario e l'Isola Aldabra
Per il trentesimo anniversario del Parco arriva una delle novità più suggestive: l'Isola Aldabra, una serra tropicale che riproduce l'ambiente tipico delle isole Seychelles. Percorrendo un sentiero tra una lussureggiante foresta di palme e ficus, è possibile ammirare maestosi esemplari centenari di tartaruga gigante delle Seychelles (Aldabrachelys gigantea): un rettile antichissimo, arrivato fino ai giorni nostri dopo aver attraversato la grande estinzione di massa che milioni di anni fa spazzò via i dinosauri.
2015: la Savana, un'immersione nell'Africa
Nel 2015 nasce la quarta grande area tematica del Parco: la Savana, 10.000 metri quadrati in cui incontrare zebre, rinoceronti e antilopi. Progettata per garantire un alto standard di benessere e tutela agli animali, la Savana offre anche al visitatore condizioni di osservazione uniche: passeggiando su terrapieni rialzati, ci si trova immersi nell'habitat ideale di questi grandi ospiti africani.
2017: Pinnawala, un nuovo capitolo per gli elefanti
Nel 2017 il reparto degli elefanti indiani, nato nel 2009, si rinnova ed amplia con l'apertura di Pinnawala, un'area ancora più vasta pensata per assicurare il comfort a questi giganti terrestri e condizioni di vita il più possibile simili a quelle del loro ambiente naturale.
2018: una nuova casa per i suricati
Nel 2018 viene rinnovato l'exhibit dei suricati, piccoli e curiosi abitanti della savana africana molto amati dai visitatori di ogni età.
2025: il Mini Safari Africano
A bordo di un trenino elettrico è possibile fare una breve visita guidata attraverso un mix-exhibit dove convivono diverse specie del continente africano. Si va da animali più conosciuti, come lo struzzo, a specie rare e minacciate d'estinzione, come l'asino selvatico africano e l'antilope addax.
2026: l'arrivo degli okapi e la Foresta degli Okapi
Il 2 marzo 2026 Le Cornelle si dedica alla cura di una delle specie più rare e misteriose del pianeta: due esemplari maschi di okapi (Okapia johnstoni) arrivano al Parco. La scelta non è casuale: l'EAZA (European Association of Zoos and Aquaria) ha individuato Le Cornelle come sede per ospitare questa specie. Con questo arrivo il Parco entra a far parte di una rete europea molto ristretta, che conta in tutto poco più di un centinaio di esemplari mantenuti in ambiente controllato. Il nuovo spazio si estende su 2.000 metri quadrati, ricchi di essenze vegetali che ricreano l'ambiente della foresta tropicale africana; comprende una serra interna collegata a un tunnel immersivo con contenuti didattici, pensato per offrire un'esperienza coinvolgente anche nei mesi più freddi.
Un impegno che continua
Dal 1981 a oggi, Le Cornelle ha continuato a crescere restando fedele ai tre valori che ne guidano ogni scelta: conservazione, ricerca ed educazione. Oggi il Parco ospita oltre 132 specie animali, per un totale di più di 1.000 esemplari, e vuole essere prima di tutto uno strumento di conoscenza, capace di far crescere in chi lo visita — bambini, famiglie, appassionati, studiosi e istituzioni — la consapevolezza dell'importanza della natura e del rispetto per ogni forma di vita.
Dove siamo:Via Cornelle, 16, 24030 Valbrembo BG
Telefono: +39 035 527422 +39 035528285 -Fax.
Email: info@lecornelle.it
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Email: press@lecornelle.it