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Le Cornelle

1° Convegno sulla Conservazione dei Galliformi

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Le Cornelle al centro della conservazione dei galliformi: il convegno internazionale del 27 marzo 2026

LE CORNELLE

Il 27 marzo 2026 il Parco Faunistico Le Cornelle si è trasformato per un giorno in un punto di incontro internazionale per chi lavora, ogni giorno, alla tutela di una famiglia di uccelli tanto affascinante quanto minacciata: i galliformi. Fagiani, francolini, coturnici, starne e i grandi curassow sudamericani sono solo alcuni dei protagonisti di un gruppo che comprende centinaia di specie in tutto il mondo, molte delle quali oggi a rischio di estinzione.

Il convegno è stato organizzato con il supporto dell’AIFAO (Associazione Amatori Italiani Fagiani e Acquatici), storica realtà italiana impegnata nella conoscenza e nella salvaguardia di queste specie. L’obiettivo era semplice ma ambizioso: mettere intorno allo stesso tavolo ricercatori, università, parchi faunistici e istituzioni, italiani e internazionali, per condividere esperienze, dati e strategie di conservazione.

Di cosa si è parlato

Nel corso della giornata sono stati affrontati i grandi temi che oggi guidano la conservazione dei galliformi nel mondo:
• la conservazione ex situ e in situ delle specie, ovvero la protezione portata avanti sia negli allevamenti e nei centri specializzati, sia direttamente negli ambienti naturali;

• la gestione degli habitat, naturali e artificiali, indispensabili per garantire agli animali le condizioni giuste per vivere e riprodursi;

• il ruolo dei parchi faunistici come Le Cornelle nella protezione delle specie minacciate, spesso vere e proprie “arche” per popolazioni sempre più rare in natura;

• le strategie di riproduzione e reintroduzione, i percorsi scientifici che permettono di far tornare nei loro ambienti originari specie che rischiavano di scomparire.

Le voci del convegno

A raccontare progetti, ricerche e buone pratiche sono stati esperti provenienti da tutto il mondo:

• Agustina Melconian, dell’Ecoparque della città di Buenos Aires, ha illustrato come le strategie di allevamento ex situ possano affiancare in modo concreto la conservazione del Crax fasciolata, un grande curassow sudamericano.

• Il Professor Bruno Massa, dell’Università di Palermo, ha presentato i progetti di reintroduzione del francolino dal petto nero in Sicilia e della coturnice di Pantelleria, due storie di conservazione tutte italiane.

• Il medico veterinario Tiziano Iemmi ha spiegato i principi fondamentali della gestione sanitaria dei galliformi selvatici ospitati nelle collezioni faunistiche.

• Alessandro Pavesi, per AIFAO, ha condiviso i risultati del censimento annuale realizzato in collaborazione con la WPA (World Pheasant Association).

• Marisol Caminos e Mariela Masat, della Fundación Rewilding Argentina, hanno raccontato una storia particolarmente emozionante: il ritorno del Moitu’ (Crax fasciolata) ai Monti dell’Iberá, tra quarantena, liberazione e monitoraggio degli animali reintrodotti.

• La medica veterinaria Giovanna Zanardi ha approfondito i principi di nutrizione dei galliformi selvatici.

• Siro Serena, in rappresentanza della WPA, ha fatto il punto sulle istituzioni europee dedicate alla conservazione ex situ di queste specie.

• Noemi Bertoldi ha presentato la collaborazione tra Le Cornelle e Novital, raccontando come le loro incubatrici siano oggi al servizio delle specie in via di estinzione e non solo.

• Emiliano Verza, per la Regione del Veneto, ha aggiornato i presenti sulla presenza della starna nel Veneto meridionale, in provincia di Rovigo.

Una rete che cresce

Al convegno hanno preso parte rappresentanti di università e centri di ricerca, responsabili di parchi e riserve naturali, associazioni ambientaliste e faunistiche, autorità competenti ed esperti internazionali del settore: una comunità unita da un obiettivo comune, quello di garantire un futuro ai galliformi selvatici.

Giornate come questa confermano il ruolo del Parco Faunistico Le Cornelle non solo come luogo di visita e divulgazione, ma come vero e proprio centro di competenza per la conservazione della biodiversità, in dialogo costante con la comunità scientifica internazionale.

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