L’orice dalle corna a sciabola viveva nelle zone desertiche e semidesertiche dell’Africa settentrionale, adattandosi a climi estremamente aridi e caldi. È un animale sociale che si sposta in branchi, storicamente composti da decine di individui, per seguire le scarse piogge e trovare pascoli stagionali. Entrambi i sessi possiedono caratteristiche corna sottili, arcuate all’indietro e lunghe fino a oltre un metro, che ricordano la forma di una sciabola. Il mantello è prevalentemente bianco per riflettere la luce solare, con il petto e parti del muso di colore bruno-rossiccio. Mostra eccezionali adattamenti alla siccità, come la capacità di elevare la temperatura corporea per non disperdere liquidi con la sudorazione e di sopravvivere per lunghi periodi senza bere, ricavando l’acqua dalle piante di cui si nutre. Questa specie erbivora consuma erbe, foglie, germogli e frutti selvatici, alimentandosi principalmente nelle ore notturne o all’alba per evitare il calore diurno. La gestazione dura circa nove mesi e si conclude con la nascita di un solo piccolo, che rimane nascosto tra la vegetazione per le prime settimane. La specie è stata dichiarata estinta in natura all’inizio del XXI secolo a causa della caccia intensiva e della competizione con il bestiame domestico, ma oggi è considerata in pericolo a seguito di importanti progetti di riproduzione gestiti dagli zoo a scopo di reintroduzione in aree protette dell’Africa.